Improbability facts

An Education (film)

by lab on Mar.16, 2010, under Freetime, Italiano, Movies

Ieri sera sono stato al cinema a vedere An Education. Devo dire che mi è piaciuto molto, anche se avrei preferito che nel finale fosse ricordato anche il povero Graham, che invece è stato bistrattato e poi dimenticato per sempre. Che ci posso fare? Io tengo sempre per il nerd di turno.

Tornando al film: splendidi i dialoghi, anche in traduzione. Sono curioso di vederlo in lingua, quando uscirà in DVD, per apprezzare ancora di più le battute, sicuramente più sottili in versione originale. Un’altra parte che ho molto apprezzata è stata quella dei titoli iniziali, con formule, sinusoidi eccetera che volavano da una parte all’altra dello schermo, sottolineate da una splendida musica.

Tra gli attori ho apprezzato particolarmente Rosamund Pike, perfetta, persino eccessiva, nella sua parte di bella ma oca e Olivia Williams, anche solo per lo sguardo nella sua ultima scena. Emma Thompson, purtroppo, compare solo in un paio di scene, ma quanto basta per lasciare anche il suo segno in un film decisamente gradevole.

Il mio giudizio finale, almeno alla prima visione, è 8/10, con una menzione particolare ai dialoghi (di Nick Hornby, nella versione originale).

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Pi day

by lab on Mar.14, 2010, under Italiano, Math

Non potevo certo esimermi da un anche breve commento su questa giornata. Devo dire che, rispetto agli anni scorsi, c’è stata un’eco maggiore.

L’unico vero rimpianto è che stasera in mensa non ci fosse una bella torta, per festeggiare in modo adeguato.

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Forse non tutti sanno che…

by lab on Mar.13, 2010, under SNS

Stasera ho scoperto che alle 20.45 in Normale passa il metronotte a chiudere a chiave le aule. Forse il fatto più inquietante è che trovi strana questa cosa.

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Lost & found

by lab on Feb.10, 2010, under Freetime, Italiano, Libri, TV shows

In questi giorni il fenomeno “Lost” è tornato agli onori delle cronache, dal momento che è iniziata, negli Stati Uniti, la trasmissione della sesta ed ultima serie. Io devo confessare che mi sono arenato all’inizio della seconda stagione qualche anno fa, ma il fatto che lo show si avvii ad una conclusione mi spinge in qualche modo a riprendere la visoone là dove l’avevo interrotta. Prima però finirò di ri-(ri-ri-ri-)vedere Battlestar Galactica e di vedere Chuck, che per il momento mi ispira parecchio.

Nel frattempo ogni tanto studio anche, nonostante quello che sostengono le malelingue. Sto seguendo alcuni corsi molto interessanti, tra cui un corso sulle microstrutture, che si sta rivelando un corso sui modelli fisico-matematici e la filosofia che sta dietro ad essi. Poi il corso di modelli per l’industria, che sto facendo per conto mio.

In queste fasi iniziali del dottorato sento un po’ la mancanza di una guida, ma credo che sia parte del corso delle cose iniziare ad autogestire i miei studi, gli approfondimenti e la ricerca. Le cose da fare sono tante: oltre ai corsi e allo studio ci sono convegni ed incontri, la gestione della casa, progetti per il futuro. E tutte le iniziative collaterali organizzate da università, normale, amici e conoscenti. I giorni si riempiono uno dopo l’altro e le ore non bastano per fare tutto quello che vorrei. Il ritmo di lettura, ad esempio, è già calato, dopo il boom dei mesi scorsi.

Rimangono i dubbi sul futuro, come sempre, ma almeno per il momento sono posticipati di qualche anno. E la curiosità di questa nuova vita mi prende ogni giorno di più.

E così questo post, che era partito come un semplice e solito commentario sulle serie tv che mi sto sparando una dopo l’altra, è diventato una sorta di punto sulla mia vita. In barba ai discorsi fatti nei giorni scorsi sul non avere più la capacità dei tempi del liceo di sedermi e scrivere. Certo, quando voglio scrivere qualcosa sui libri che ho letti ho sempre il blocco, per non scrivere osservazioni banali finisco col non scrivere nulla, neppure un paio di righe di commento su anobii. Ma per un po’, almeno finché non finisco la pila di libri sul comodino (cosa che può avvenire o perché li finisco, o perché decido finalmente di abbandonarli, invece di tirarli avanti con sofferenza), nessun nuovo acquisto su Amazon, al più qualche libro al volo in libreria.

Ma “Never let me go” mi è piaciuto, tanto. E voglio provare ancora, nei prossimi giorni, a cercare almeno di commentarlo. Non una critica o una recensione, ma almeno le emozioni, le sensazioni che questo libro mi ha dato nel leggerlo.

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“Home is where the heart is…

by lab on Feb.07, 2010, under Casa, Italiano

…so your real home is in your chest!”
Va bene, magari Capitain Hammer non è la fonte da citare, però ha ragione, almeno stavolta. Che bella la mia casetta pisana! Ancora di più adesso che sta diventando sempre più mia, da quando ho portato un po’ di arredamento e di cose mie. Sono ancora nella fase in cui mi diverto a spostare le cose da una collocazione all’altra, alla ricerca della disposizione perfetta. Ma esisterà?

Portare i libri da uno scaffale all’altro è bello. Mi piace vedere l’effetto che fanno i vari modi in cui li sistemo: anche se la disposizione sarà tematica, l’occhio vuole la sua parte. Alcuni accostamenti sono un pochino più belli. Oltre ai libri, però, ci sono i quadri da appendere e se per alcuni ho già chiaro dove metterli e aspetto solo una serata con consulenti, per altri non ho idea della sistemazione. Ma questa ricerca mi piace. Tanto.

La prossima settimana, di ritorno da Parma, dovrei portare con me il tanto atteso appendiabiti da mettere in ingresso. Poi ci vorrebbe, sempre in ingresso un vuotatasche. Ma non è urgente. La casa c’è. Ed è bellissima. Ed adesso è casa mia. Almeno per un po’.

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Dichiarazione

by lab on Feb.05, 2010, under Italiano, TV shows

Tra poco sarà un anno da quando tutto è finito. “See you on the other side”. E dopo cinque annate è rimasto un vuoto, che ancora non si è colmato. Prima era stato tutto d’un fiato, ogni momento libero assieme. Poi una settimana d’attesa tra un episodio e il successivo. Un finto finale, una lunga attesa e il vero finale, da lacrime agli occhi.

Ed ora, rivedendoti dal mio nuovo salotto, tutto assume un posto speciale, nel Piano. Nel sapere già come tutto si incastrerà perfettamente. Come piccoli segnali, apparentemente insignificanti, saranno svelati di primaria importanza una stagione dopo. Ognuno dei personaggi, buoni e cattivi, simpatici e odiosi, ha ora un posto nel mio cuore.

Grazie delle quattro stagioni, più gli speciali e la miniserie. Per tutto quello su cui mi hai fatto, e mi fai tuttora, riflettere. E quando mi guardi con lo sguardo rubino di un Centurione dalla libreria, ripenso a te e alle serate belle che mi hai donato. E che spero mi donerai ancora.

Grazie, Battlestar Galactica. Non credo che la tua progenie sarà alla tua altezza. Però sarà un motivo in più per pensare ancora con nostalgia a te. E apprezzare una volta di più il fatto che tu abbia voluto andartene nel momento di massima gloria.

So say we all!

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Quaderni

by lab on Nov.30, 2009, under Italiano

Dopo aver parlato di pagine bianche, non nel senso di Pagine Bianche (già Elenco del Telefono), è arrivato il momento di parlare di interi quaderni, anch’essi bianchi. Mi capita spesso di vedere dei bei quaderni in cartoleria: magari con la copertina cartonata rigida, oppure con le pagine suddivise in blocchi diversi per le varie materie. Spesso succede che io li compri, anche se poi, una volta arrivati a casa, trovano il loro solito posto nella libreria e rimangono lì a prendere polvere. Ma non è che non mi piacciano più. Anzi, rimangono intonsi proprio per il motivo opposto: mi piacciono tanto.

Siccome nella maggior parte dei casi sono pezzi unici (non in assoluto, ma nel mio assortimento di quaderni) piuttosto belli, ogni volta che devo iniziare un quaderno per prendere appunti o per copiarli in bella, li scarto, perché non li voglio “sprecare” per appunti qualunque, desidero tenerli per qualcosa di speciale. Un’occasione unica e irripetibile. Poi più aspetto, più continuo a rimandarne l’uso, perché se non l’ho usata per quello, non posso usarla per questo, tanto vale attendere ancora, arriverà il momento giusto!

Così i quaderni si accumulano l’uno accanto all’altro e la libreria si riempie di occasioni sprecate.

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Pagina bianca

by lab on Nov.16, 2009, under Blog, Italiano

Ancora una volta il blog è scivolato nel silenzio. Nonostante le vacanze non sono mai tornato a scrivere. E adesso che devo scrivere altro mi chiedo il perché. Come mai è così terribile e spaventosa una pagina bianca, che ti osserva dalla scrivania o dal monitor? Dovrebbe incoraggiare, come se chiedesse di essere riempita. Invece rimango lì a guardarla. Magari scrivo di getto un paio di parole, o un paio di righe, per poi cancellarle, poco convinto. Come se ogni cosa che scrivo dovesse essere perfetta. Forse è qui il problema.

Poi c’è l’argomento. Questa temuta bestia: cosa scrivo oggi, cioè, di che parlo oggi? Di che posso scrivere, per almeno tre o quattro paragrafi, per giustificare il blog e non ripiegare su Twitter? Un post antologico, con le ironie della vita osservate, un remix di tweet? No, non vale la pena. Allora serve l’argomento, il tema. Deve piacermi, per poterne scrivere, deve interessarmi, ma deve interessare anche qualcun altro, possibilmente. La vanità dello scrittore di blog richiede che qualcun altro oltre a noi stessi legga ciò che scriviamo.

Allora si può fare un salto nella pagina delle statistiche, per scoprire le chiavi di ricerca che più spesso hanno portato visitatori sul blog. Dovrei allora parlare di allacciature strane di scarpe, o della trama di Watchmen. Dovrei fare più recensioni, perché non sono capace di scriverle e avrei bisogno di esercizio. Ma non mi piace, forse proprio per gli stessi motivi. Allora serve qualcos’altro.

Tecniche di scrittura creativa? Scrivere di getto le prime parole, le frasi che mi passano per la mente. No, non ci siamo. Non c’è via di scampo, devo farmi per forza uno shampoo. E trovare l’argomento.

Ammettendo per assurdo di aver trovato l’argomento, cosa cambierebbe? Non sarei forse al punto di partenza, sempre con la pagina ancora bianca come prima davanti a me? Sì, sarebbe ancora lì a fissarmi, ma avrei un’ottima arma in mano: il brainstorming. Una volta fissato il tema posso scrivere le parole che associo immediatamente ad esso, senza timore, quasi con familiarità sbocciano sul foglio. Dopo averne scritte un po’ (e qui ancora torna in gioco l’argomento: deve essere tale da darmi abbastanza ispirazioni) posso passare al gioco successivo e collegare i punti. A quel punto so per quai città devo passare, quali sottotemi voglio toccare e si tratta di scegliere un percorso non troppo faticoso che li tocchi tutti. Non cerco sicuramente il percorso migliore, anche perché sarebbe una lunga ricerca, mi basta una strada abbastanza rilassante.

Nasce così questo metapost, che ha come argomento l’argomento. Se facessi un sapiente uso di virgolette alla Hofstadter sarebbe più bello, ma meno ambiguo; in fondo voglio lasciare un po’ di lavoro anche ai filosofi, a districare e a disquisire sulle varie valenze della parola (o del termine o del grafema). Cerco piuttosto di scrivere qualcos’altro.

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Way too nerd!

by lab on Oct.14, 2009, under Italiano

A maggio, durante la mia visita a San Francisco, ho acquistato, alla stregua di tanti turisti, una felpa (bianca) con la scritta “I <3 SF”, col cuoricino da intendersi ruotato di \frac{\pi}{2}. Il significato mi pareva palese.

Ieri l’ho messa per la prima volta, tra l’altro macchiandola, ovviamente. Tra le interpretazioni: “I love SourceForge” e “I love Science Fiction”. Amici troppo nerd? O troppo nerd per avere una felpa “banale”?

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One week and then another one

by lab on Oct.12, 2009, under Italiano, Movies, TV shows

Nell’ultimo post ho parlato di nuove stagioni televisive che iniziavano, vecchie serie che ripartivano dopo l’estate e nuove che spuntavano fuori come gradite sorprese. Nel frattempo sono passate due settimane e, per la prima volta in cinque anni, sono davvero in vacanza per due mesi. Wow!

Mi sono rimesso in pari con gli show, che nel frattempo mi erano già scappati avanti. How I Met Your Mother e The Big Bang Theory si confermano buone serie, anche se credo che HIMYM cominci a sentire un po’ l’età: nella seconda e nella terza puntata non ci sono stati i fuochi di artificio di certe puntate delle stagioni passate, anche se “Robin 101″ ha avuto dei begli spunti. In TBBT continua, contro ogni previsione, la relazione tra Penny e Leonard, con Sheldon che comincia a risentirne. Nel frattempo Raj e Howard, dopo la caccia al grillo e la scommessa vinta con Sheldon nella seconda puntata, si lanciano in una serata goth, che finisce con Howard quasi tatuato.

Sempre più scoppiettanti Castle e Dollhouse. Nel primo scopriamo lati sempre nuovi e sorprendenti di Castle e del detective Beckett, così come del loro ambiente, mentre nel secondo i problemi con gli Actives sono sempre più, dando una dimensione ancora più drammatica alla serie.

Infine, dopo una seconda puntata un po’ deludente, con la terza puntata si rilancia Modern Family: la scena all’ipermercato, quella dell’aereo e l’abbraccio finale sono favolose.

Ma non ci sono solo serie TV, in queste serate. Ho visto il bellissimo “Across the Universe”. Geniale. Mi aspettavo una “Sexy Sadie” cantata in qualche punto, ma gli sceneggiatori non sono riusciti ad infilarcela. Non un film facilissimo da seguire, all’inizio, con le varie trame che si sovrappongono, si sviluppano per proprio conto e, finalmente, si intrecciano, ma, come il gruppo newyorkese si è formato, si procede a tutta forza. Peccato per il finale un po’ troppo americano, in cui tutto si sistema per il meglio, anche se in fondo è bello pensarlo così.

Ho anche rivisto “21″, confermando l’impressione già avuta di un bel film, che riesce anche a parlare di matematica. Chissà quante persone tra coloro che l’hanno guardato ricorderà il dilemma di Monty Hall, o problema delle tre porte.

Sono ripartito dalla miniserie di Battlestar Galactica e, da qui a Natale, conto di rivedere tutte e quattro le stagioni. Veramente un grande spettacolo. E fa anche la sua bella figura nel cofanetto sulla libreria, mentre il Centurione Cylon mi fissa dal suo angolo della scrivania. Grazie, amici, per il bellissimo regalo!

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